Frequently Asked Questions

Che differenza c’è tra un impianto fotovoltaico ed un impianto solare termico?
Entrambi i tipi d’impianto utilizzano il sole come fonte energetica. La differenza sta nella tecnologia che utilizzano e nell’impiego della radiazione solare: i moduli fotovoltaici trasformano direttamente l’energia solare in energia elettrica sfruttando le proprietà dei semiconduttori con cui sono realizzati i moduli; i pannelli solari termici utilizzano l’energia solare per riscaldare l’acqua da utilizzare per uso igienico-sanitario o per il riscaldamento degli ambienti sfruttando le proprietà di fluidi termovettori, di superfici assorbenti e riflettenti.
Il Conto Energia riguarda sia il fotovoltaico che il solare termico?
No. Il Conto Energia è riservato alla produzione di energia elettrica da pannelli fotovoltaici.
Quali sono le condizioni ideali per la produzione massima di energia?
Le condizioni ideali per la produzione massima di energia sono quelle definite “standard”: pannelli perfettamente rivolti a sud, inclinati in modo da accogliere i raggi solari ortogonalmente alla propria superficie e con cielo completamente sereno.
Se il cielo è nuvoloso l’impianto fotovoltaico non funziona?
Sbagliato! La radiazione solare si compone di tre parti:

In caso di cielo nuvoloso l’unica componente assente è la componente diretta mentre la diffusa e la riflessa sono ancora presenti per cui l’impianto continua a produrre anche se con rendimenti più bassi dato che la componente diffusa rappresenta il 20% della radiazione solare totale.
Dove può essere installato un impianto fotovoltaico?
I moduli fotovoltaici possono essere collocati su qualsiasi superficie di un edificio (tetto, facciata, terrazzo, ecc…) o direttamente a terra. La soluzione impiantistica viene fatta sulla base della disponibilità di spazio necessario per installare i moduli al fine di raggiungere la potenza necessaria, l’esposizione e l’inclinazione ottimale dei moduli, la disponibilità economica del soggetto responsabile dell’impianto.
Quanto spazio occupa un impianto fotovoltaico?
L’occupazione effettiva dell’impianto dipende dal tipo di modulo utilizzato e dall’inclinazione rispetto alla superficie su cui è posizionato. In generale se viene collocato sulla falda del tetto in modo complanare si ha una occupazione di 8-10mq.
Quanto tempo può durare un impianto fotovoltaico?
Nelle analisi tecniche ed economiche si usa fare riferimento ad una vita utile complessiva di 20-25 anni. In particolare, i moduli, che rappresentano l’50-60% del costo dell’impianto, hanno in generale una durata di vita garantita dai produttori oltre i 20 anni in termini di efficienza. Naturalmente trascorso questo periodo l’impianto continua a produrre, probabilmente con piccole riduzioni di rendimento rispetto a quello iniziale.
Per realizzare un impianto fotovoltaico si deve modificare l’impianto elettrico esistente?
L’impianto fotovoltaico ha una sua linea autonoma che verrà collegata in parallelo all’impianto già esistente.
E’ costosa la manutenzione di un impianto fotovoltaico?
L’impianto fotovoltaico non è costituito da parti meccaniche in movimento (a meno che non sia dotato di un inseguitore solare) per cui il rischio di guasto è relativamente basso. Di solito è prevista l'eventuale pulizia della superficie dei moduli superfice (ogni 2 o 3 anni) anche se la pioggia ed il vento sono degli ottimi aiutanti unitamente al fatto che sono inclinati. I moduli stessi hanno la superficie realizzata in vetro spesso 3-4mm che gli conferisce robustezza. Inoltre i test eseguiti per certificare i moduli (CEI EN 61215 per i moduli cristallini e CEI EN 61646 per i moduli amorfi) prevedono prove di resistenza alla grandine con diametro di 2.5cm.  Quello che bisogna controllare sono le spie presenti sull'inverter che possono segnalare guasti o anomalie nel rendimento. Per facilitare il controllo è possibile corredare l’impianto di dispositvi per il monitoraggio del sistema a distanza, utili anche per impianti installati nelle seconde case.
Per quali tipologia di impianti è necessario richiedere la licenza all'Ufficio Tecnico di Finanza (UTF)?
Sono soggetti alla Denuncia di Officina Elettrica e a licenza di esercizio UTF gli impianti fotovoltaici di potenza superiore a 20 kW (legge 133/99).
Nel caso in cui l'impianto ricada in territori montani, sono soggetti a tale obbligo solo gli impianti di potenza superiore a 30 kW.
Non risulta invece necessario presentare all'UTF la denuncia dell'apertura dell'officina elettrica se l'impianto immette tutta l'energia prodotta nella rete (circolare 17/D del 28 maggio 2007 dell'Agenzia delle Dogane: disposizioni applicative del Dlgs 2 febbraio 2007, n. 26).
Che cos'è l’incentivazione "in conto energia"?
I meccanismi di incentivazione possono essere distinti in:

Quale incentivo e per quanto tempo?
Gli impianti entrati in esercizio nel periodo intercorrente tra l'emanazione del provvedimento dell'AEEG (13 Aprile 2007) e il 31 Dicembre 2008 ricevono tariffe incentivanti di entità pari a quelle riportate sul decreto 19/02/2007 (vedi tabella sotto). La tariffa incentivante varia in funzione della classe di potenza dell'impianto e della tipologia di impianto in base alla seguente tabella:


Potenza nominale dell’impianto P [kW]

Impianti non integrati
[€/kWh prodotto]

Impianti parzialmente integrati
[€/kWh prodotto]

Impianti integrati
[€/kWh prodotto]

1≤P≤3

0,40

0,44

0,49

3<P≤20

0,38

0,42

0,46

P>20

0,36

0,40

0,44

Queste tariffe incentivanti sono costanti ed erogate per venti anni a partire dalla data di entrata in esercizio dell'impianto.
Gli impianti che accedono alla tariffa incentivante  e che entrano in esercizio a partire dal 1° Gennaio 2009 ed entro il 31° Dicembre 2010, ricevono una tariffa il cui importo è decurtato del 2%, rispetto ai valori riportati nella tabella sopra, per ogni anno successivo al 2008. Comunque la tariffa resta costante e viene erogata per 20 anni a partire dalla data di messa in esercizio dell’impianto.
In quanto tempo si recupera il capitale investito usufruendo delle tariffe del "conto energia"?
Il tempo di ritorno, stimato, del capitale investito è compreso tra 8 e 12 anni. Questa stima in realtà ha poco valore in quanto il recupero del capitale dipende dalla quantità di energia prodotta ovvero dal costo dell’impianto a kWh, dalla latitudine del sito di installazione e dalla soluzione impiantistica adottata (eventuale presenza di premi).

Cosa si intende per impianto non integrato architettonicamente?
Sono gli impianti realizzati a terra oppure in modo non complanare alla superficie su cui sono installati. Sono tutti quegli impianti non classificabili come parzialmente o totalmente integrati.
Cosa si intende per impianto parzialmente integrato architettonicamente?
L’allegato 2 del DLgs 19 Febbario 2007 distingue tre tipologie di impianti parzialmente integrati:


Tipologia

Descrizione

Tipologia specifica 1:

Moduli fotovoltaici installati su tetti piani e terrazze di edifici e fabbricati. Qualora sia presente una balaustra perimetrale, la quota massima, riferita all'asse mediano dei moduli fotovoltaici, deve risultare non superiore all'altezza minima della stessa balaustra.

Tipologia specifica 2:

Moduli fotovoltaici installati su tetti, coperture, facciate, balaustre o parapetti di edifici e fabbricati in modo complanare alla superficie di appoggio senza la sostituzione dei materiali che costituiscono le superfici d'appoggio stesse

Tipologia specifica 3:

Moduli fotovoltaici installati su tetti, coperture, facciate, balaustre o parapetti di edifici e fabbricati in modo complanare alla superficie di appoggio senza la sostituzione dei materiali che costituiscono le superfici d'appoggio stesse

Quando si parla di integrazione architettonica?
Si parla di integrazione architettonica quando i moduli vengono inseriti nella struttura che li ospita in sostituzione completa di alcuni elementi quali: copertura di tetti, facciate, vetrate , pensiline, pergole, tettoie, barriere acustiche, elementi riflettenti e schermanti dalla luce solare, frangisole, rivestimenti di balaustre e parapetti, persiane, etc.
È possibile incrementare le tariffe incentivanti?
Le tariffe possono essere incrementate del 5% nei casi in cui:
l’impianto sia di potenza maggiore ai 3 kW e non integrato, i cui soggetti responsabili acquisiscono il titolo di autoproduttore, persona fisica o giuridica che produce energia elettrica e la utilizza in misura non inferiore al 70% annuo (definizione del DLgs 16 Marzo 1999);
il soggetto responsabile dell’impianto sia una scuola pubblica o paritaria o una struttura sanitaria;
l’impianto sia integrato e vada a sostituire coperture in eternit o coperture contenenti amianto;
i soggetti responsabili siano enti locali con popolazione inferiore a 5.000 abitanti sulla base dell’ultimo censimento Istat.
Esistono altri meccanismi che remunerano l'elettricità ceduta alla rete?
Per gli impianti fino a 20 kW è possibile scegliere tra:

Per gli impianti di potenza superiore ai 20 kW non è possibile lo scambio sul posto: si diventa produttori di energia.
Alle tariffe incentivanti, alla vendita dell’energia all’ente distributore è possibile affiancare altre forme di incentivi nazionali, locali, regionali o comunitarie in conto capitale e/o in conto interessi con capitalizzazione anticipata purchè questi incentivi non superino il 20% del costo dell’investimento. Solo per gli impianti i cui soggetti responsabili siano una scuola pubblica o paritaria o una struttura sanitaria non esiste limite di cumulabilità degli incentivi.
Che vantaggi ci sono per chi è in possesso di certificazione energetica dell'edificio?
Il nuovo decreto prevede un premio per impianti fotovoltaici abbinati all'uso efficiente dell'energia purché si tratti di impianti fotovoltaici operanti in regime di scambio sul posto. Si ottiene il premio se il proprietario è in possesso di un attestato di certificazione energetica relativo all'edificio con l'indicazione di possibili interventi migliorativi delle prestazioni energetiche dell'edificio stesso e dopo la data di entrata in esercizio dell'impianto effettua gli interventi indicati nel suddetto attestato i quali determinino una riduzione di almeno il 10% dell'indice di prestazione energetica dell'edificio. A seguito dell'esecuzione degli interventi il proprietario dell'impianto trasmette al GSE le certificazioni energetiche dell'edificio chiedendo il riconoscimento del premio che decorrerà a partire dall'anno solare successivo alla data di ricevimento della domanda. Il premio è pari alla metà della percentuale di riduzione del fabbisogno energetico dimostrato dalla certificazione energetica prodotta, ma non potrà essere maggiore del 30% della tariffa incentivante riconosciuta alla data di entrata in esercizio dell'impianto fotovoltaico. La tariffa incentivante maggiorata è riconosciuta per l'intero periodo residuo di diritto alle tariffe incentivanti. Il premio consiste dunque in una maggiorazione della tariffa del 5-30%.
Chi può ricevere il contributo?
Possono beneficiare delle tariffe incentivanti le persone fisiche e giuridiche, i soggetti pubblici e i condomini. Possono presentare la domanda sia i proprietari degli immobili su cui si intende installare l’impianto sia altri soggetti in possesso dell'autorizzazione scritta del proprietario a installare l'impianto.
Possono accedere all’incentivo impianti non collegati alla rete elettrica?
No, il meccanismo del “conto energia” premia unicamente gli impianti collegati alla rete elettrica. Ogni singolo impianto dovrà essere caratterizzato da un unico punto di connessione alla rete elettrica non condiviso con altri impianti fotovoltaici.
Che cosa si intende per gestore di rete locale?
Il gestore di rete locale è il soggetto a cui è affidata i servizio di distribuzione della rete elettrica relativa al sito in cui sarà installato l'impianto. A esso andranno inviate le richieste relative alla connessione alla rete dell'impianto e all'eventuale installazione dei contatori di misura dell'energia elettrica.
Che cosa si intende per distributore locale?
Il distributore locale è il soggetto che si occupa della fornitura di energia elettrica ai clienti vincolati; può coincidere con il gestore di rete nel caso abbia la proprietà della rete di distribuzione a cui è allacciata l’utenza.
Viene effettuato un monitoraggio degli impianti fotovoltaici ammessi al conto energia?
Sì. L'ENEA, coordinandosi con il GSE, effettua un monitoraggio tecnologico per la caratterizzazione delle prestazioni energetiche e delle tecnologie impiegate per gli impianti realizzati secondo il conto energia.
Vengono eseguite delle verifiche sugli impianti?
Il GSE effettua verifiche sugli impianti per accertare la conformità delle opere ai progetti presentati e la veridicità dei dati trasmessi dai soggetti responsabili al GSE per la richiesta delle tariffe incentivanti.
Chi effettua le letture dell’energia prodotta?
Il soggetto che effettua le letture è diverso a seconda della potenza dell’impianto.
Nel caso di impianti con potenza nominale:

Come vengono comunicate le letture al GSE?
Se il servizio di misura è affidato al gestore di rete locale o di altro soggetto incaricato/abilitato, sarà lo stesso a comunicare le letture.
Se il servizio di misura è a carico del soggetto responsabile dell’impianto, le letture saranno comunicate attraverso il portale web messo a disposizione dal GSE, accedendo con User ID e Password fornite a seguito della comunicazione di inizio lavori.
Il proprietario di un immobile, dato in affitto a terzi, può installare dei pannelli sul tetto dell'immobile e richiedere un contatore per immettere energia in rete, pur non avendo né installato, né intestato a proprio nome alcun contatore per la fornitura di energia in quel sito?
E’ possibile solamente se la potenza dell'impianto fotovoltaico è superiore a 20 kW, oppure, in caso contrario solo se si decide per la cessione totale dell’energia prodotta dall’impianto al gestore della rete al prezzo stabilito dall’AEEG.
È possibile installare un impianto fotovoltaico su un condominio utilizzando parti in comune?
E’ possibile solo previa autorizzazione dell'assemblea condominiale.
È possibile realizzare impianti fotovoltaici con componenti già utilizzati in altri impianti?
No, i componenti devono essere di nuova costruzione o comunque non già impiegati in altri impianti. E’ possibile comunque ampliare gli impianti già esistenti ma in questo caso gli incentivi sono relativi solamente per l’incremento energetico apportato all’impianto già esistente.
Come vengono erogate le tariffe incentivanti?
L'incentivo viene erogato dal GSE (Gestore dei Servizi Elettrici):
Per gli impianti di potenza compresa tra 1kW e 20kW che si avvalgono del servizio di scambio sul posto il pagamento delle tariffe incentivanti e dell’eventuale premio viene effettuato bimestralmente dal soggetto attuatore che eroga un corrispettivo pari a:
1
Il pagamento viene effettuato dal mese successivo a quello in cui l’ammontare cumulato del corrispettivo è superiore a €250.   
Per gli impianti di potenza compresa tra 1kW e 20kW che  non si avvalgono del servizio di scambio sul posto il pagamento delle tariffe incentivanti viene effettuato mensilmente dal soggetto attuatore che eroga un corrispettivo pari a:
2
Il pagamento viene effettuato dal mese successivo a quello in cui l’ammontare cumulato del corrispettivo è superiore a €250.   
Per gli impianti di potenza superiore a 20kW il pagamento delle tariffe incentivanti viene effettuato mensilmente dal soggetto attuatore che eroga un corrispettivo pari a:
3
Il pagamento viene effettuato dal mese successivo a quello in cui l’ammontare cumulato del corrispettivo è superiore a €500.
Con quale scadenza vengono effettuati i pagamenti?
I pagamenti vengono effettuati con valuta ultimo giorno lavorativo del mese successivo a quello d'invio delle misure da parte del soggetto competente (soggetto responsabile o gestore di rete).
Il contributo è soggetto a tassazione diretta?
Dipende dallo specifico regime fiscale di ogni soggetto responsabile, in particolar modo dall'applicabilità ai redditi percepiti dal soggetto responsabile e quindi anche al contributo del regime previsto per la tassazione dei redditi di impresa. Con la circolare n.46/E l’Agenzia delle Entrate stabilisce la disciplina fiscale degli incentivi per la produzione d’energia elettrica da impianti FV. Il contenuto di tale circoalre è riassunto nella tabella sottostante:


Aspetti fiscali "Conto Energia"

 

Soggetto

Trattamento fiscale

Responsabile impianto che svolge attività d'impresa, arte o professione

Esclusione dal campo di applicazione Iva della tariffa per assenza di controprestazione

Soggetto che realizza l'impianto che svolge attività d'impresa, arte o professione

Esclusione dal campo di applicazione Iva della tariffa per assenza di controprestazione

Soggetto che acquista o realizza  l'impianto

Iva agevolata al 10% sull'acquisto o la realizzazione

Soggetto che acquista o realizza  l'impianto che svolge attività d'impresa, arte o professione

Iva detraibile nel limite in cui il soggetto utilizzi l'impianto per l'effettuazione di operazioni soggette all'imposta sul valore

Imprese ed enti che svolgono attività commerciale

Ritenuta d'acconto del 4%

Soggetti che non svolgono attività commerciale

Nessuna ritenuta

Persona fisica, ente non commerciale o condominio che al di fuori dell'attività d'impresa utilizza l'energia solo a fini privati

Contribuito non tassabile in capo al soggetto per assenza del presupposto soggettivo ed oggettivo del tributo

Persona fisica, ente non commerciale che, al di fuori dell'attività d'impresa produce energia fotovoltaica in eccedenza rispetto ai consumi privati

tariffa incentivante per impianti fino a 20 kw: scambio sul posto: nessuna tassazione iva né imposte dirette; vendita energia esuberante prodotta: se ci si riferisce alla destinazione dell'impianto come al servizio dell'abitazione no iva e no dirette ma tassati i proventi da vendita energia eccedente i fabbisogni; se impianto non è al servizio dell'abitazione assoggetamento ad iva e a imposte dirette; i ricavi di vendita dell'energia sono tassati ai fini delle imposte dirette e soggetti ad iva. Tariffa incentivante per impianti oltre a 20 kw: non soggetta ad iva, ma tassata come contributo; i ricavi di vendita dell'energia sono tassati ai fini delle imposte dirette e soggetti ad iva.

Persona fisica o giuridica che realizza un impianto fotovoltaico nell'ambito di un'attività commerciale

Tariffa incentivante è sempre fiscalmente rilevante ai fini delle imposte dirette ma non soggetta ad IVA. Si applica la ritenuta del 4%. I ricavi di vendita energia sono soggetti ad IVA ed a tassazione ordinaria

Persona fisica che svolge un'attività di lavoro autonomo, o associazione professionale, che produce e utilizza l'energia fotovoltaica nell'ambito della propria attività di lavoro autonomo

Esclusione dal campo di applicazione IVA e nessuna tassazione ai fini IRPEF ma ammortizzabili al coefficiente del 9%

 

Esiste un limite temporale per l’accesso alle tariffe incentivanti?
No, esiste un limite in termini di potenza elettrica cumulativa di tutti gli impianti installati stabilita a 1200MW. Hanno diritto alle tariffe incentivanti tutti quegli impianti che entrano in esercizio e concorrono al raggiungimento del tetto massimo di potenza. A partire dalla data in cui avviene il raggiungimento dei 1200W (data pubblicata dal GSE sul proprio portale), hanno diritto alla tariffa incentivante tutti quegli impianti che entrano in esercizio entro 14 mesi. Tale periodo di 14 mesi si estende a 24 solo per gli impianti i cui soggetti responsabili siano soggetti pubblici.
Il gestore di rete locale può pretendere che l’impianto resti in servizio per 20 anni? E se l’impianto dovesse essere fermato per manutenzione straordinaria del tetto o per demolizione dell’edificio?
Il gestore non può pretendere che l’impianto resti in servizio per 20 anni. Poiché l’incentivazione è in conto energia l’impianto ha diritto alla tariffa incentivante per un massimo di 20 anni solo per l’energia effettivamente prodotta.
Cosa si intende per potenza nominale dell'impianto fotovoltaico?
La potenza nominale (o massima, o di picco, o di targa) dell'impianto fotovoltaico è la potenza elettrica dell'impianto determinata dalla somma delle singole potenze nominali (o massime, o di picco, o di targa) di ciascun modulo fotovoltaico facente parte del medesimo impianto, misurate alle condizioni standard (temperatura pari a 25 °C e radiazione pari a 1.000 W/m²).
Quali sono le modalità di connessione in rete dell'impianto fotovoltaico?
Lo schema di connessione dell'impianto alla rete è definito dal gestore di rete a cui l'impianto deve essere connesso. Si deve dunque fare riferimento alle norme tecniche del gestore di rete locale (ad es. per la rete di ENEL Distribuzione le DK 5940 per gli impianti da connettere alla rete in BT, le DK 5740 per gli impianti in MT).
La norma tecnica CEI 11-20 resta la norma di riferimento per la connessione in rete degli impianti di produzione d’energia collegati alle reti BT e MT. Tale norma è stata adattata con la variante V1 alle esigenze degli impianti di produzione di energia elettrica in CC mediante inverter, quali sono gli impianti fotovoltaici.
Come si può valutare la produzione annua attesa di energia elettrica?
La stima può essere effettuata a partire dai dati di insolazione del territorio italiano su superficie orizzontale riportati nella Norma UNI 10349: "Riscaldamento e Raffrescamento degli edifici. Dati climatici".
I dati non possono essere utilizzati così come sono riportati in quanto sono riferiti ad una superficie orizzontale/verticale orientata a sud, sud-est e sud-ovest e spesso non sono esattamente queste le condizioni di installazione del campo fotovoltaico. I dati devono essere riportati all'effettiva inclinazione  ed orientamento del campo fotovoltaico e trasformati in producibilità annua sulla base del rendimento totale dell'impianto. In questi calcoli laboriosi ci vengono in aiuto validi software, spesso disponibili gratuitamente sul web.
Valori indicativi della produzione annua attesa sono compresi, per ogni kWp di potenza installata, fra 1.000kWh nelle regioni settentrionali e 1.500kWh in quelle meridionali.
È possibile accumulare l'energia fotovoltaica prodotta?
È possibile ed è particolarmente utile per gli impianti fotovoltaici non collegati alla rete elettrica (rifugi di montagna, ecc.), la cui produzione, si ricorda, al momento non è ancora incentivata.
Invece, per gli impianti incentivati collegati alla rete l'energia in eccesso rispetto ai consumi può:

Il nuovo impianto fotovoltaico aumenta il rischio di fulmini?
L'installazione di un impianto fotovoltaico non comporta un sensibile aumento del rischio di intercettazione dei fulmini. Se esistente l'impianto parafulmine questo andrà collegato ai nuovi apparati; in caso contrario la realizzazione di un impianto parafulmine non è necessaria.
Cosa si intende per data di entrata in esercizio dell’impianto di produzione?
La data di entrata in esercizio dell’impianto di produzione è la data in cui viene effettuato il parallelo con la rete e coincide con l’avvio dei rapporti commerciali relativi dell’energia elettrica immessa.
Se un cliente che ha un contratto in prelievo per una data potenza (per es. 3 kW) installa un impianto di generazione di potenza maggiore (per es. 6 kW), è obbligato a portare a 6 kW anche il contratto in prelievo?

No, l’articolo 9.8 della delibera n. 89/07 prevede che l’eventuale adeguamento della sola potenza disponibile in immissione non comporta un corrispondente adeguamento della potenza impegnata ai fini dell’erogazione del servizio di distribuzione per i prelievi di energia elettrica.
Ciò significa che il cliente può mantenere invariata la potenza relativa al proprio contratto in prelievo anche se installa un impianto di produzione di potenza maggiore.
Dopo l’approvazione della domanda (o anche dopo la realizzazione dell’impianto) è possibile realizzare (o trasferire) l’impianto in un altro sito?
No, perché l’impianto fotovoltaico deve essere realizzato nel medesimo sito indicato all’atto della presentazione della domanda. In caso contrario viene meno il diritto alle tariffe incentivanti (Delibera AEEG n. 40/06).
E’ possibile richiedere l’incentivazione per un impianto fotovoltaico di potenza non superiore a 20 kW da installare su di un fabbricato in corso di realizzazione e che al momento non dispone ancora della fornitura di energia elettrica?
Sì, purché il fabbricato disponga della fornitura prima che l’impianto fotovoltaico entri in esercizio.
L’energia fotovoltaica prodotta dall’impianto del “proprietario di casa” può essere rivenduta ai condomini?
Se l’impianto è inferiore ai 20kW il soggetto responsabile può scegliere di accedere al servizio di scambio sul posto oppure cedere alla rete (distributore locale) o rivendere in borsa l’energia che produce in eccesso rispetto ai propri consumi. Se l’impianto è superiore a 20 kW l’energia prodotta in eccesso rispetto ai propri consumi può essere ceduta alla rete (distributore locale) o rivenduta in borsa.
Se una persona fisica è proprietaria di più immobili in luoghi separati, può presentare una domanda per ciascuno degli immobili?
Il soggetto responsabile dell’impianto non può presentare più di una domanda entro la stessa scadenza per il medesimo sito.
Le tariffe incentivanti valgono per tutti i Comuni italiani?
Sì.
Che tipo di predisposizioni necessita l'impianto fotovoltaico?
L'impianto fotovoltaico connesso in rete è concettualmente semplice, ma è necessario considerare due fattori specie se si tratta di interventi in contesto edilizio residenziale:

Che potenza deve avere l’impianto fotovoltaico?
La potenza dell'impianto fotovoltaico dipende esclusivamente dalle abitudini energetiche dell'utente, non dal numero di persone che fruiscono dell'energia né dalle dimensioni dell'unità abitativa servita dall'impianto. La fornitura standard di energia elettrica per una utenza residenziale è pari a 3 kW, ma non è detto che l'impianto fotovoltaico debba essere dimensionato allo stesso modo: sarà sufficiente che la produzione copra l'effettivo fabbisogno energetico dell'abitazione. Il fabbisogno energetico di una abitazione è possibile stimarlo su base annua a partire dall’importo della bolletta dell’energia elettrica, utilizzando la relazione:
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Quanto tempo è necessario per l'installazione dell’impianto?
La tempistica per la corretta installazione dell'impianto varia a seconda delle dimensioni dell’impianto e della soluzione progettuale scelta (superficie piana o inclinata, integrazione parziale o completa).
Si può installare un impianto in un contesto industriale?
Naturalmente Si. Gli edifici industriali spesso dispongono di coperture ampie, piane, non ombreggiate e inutilizzate che le rendono ideali per l’applicazione di questa tecnologia. Anche dal punto di vista economico rappresenta un ottimo investimento anche in termini di risparmio in bolletta.
Se c'è un black-out della rete, si ha comunque energia elettrica a disposizione dal proprio impianto?
Nel caso di impianti funzionanti in regime di scambio sul posto, connessi cioè costantemente alla rete elettrica nazionale, la legge impone il distacco immediato ed automatico dell'impianto fotovoltaico nel momento in cui l'inverter rilevi anomalie o cali di tensione sulla rete principale. Questa disposizione è a tutela delle persone che si occupano della manutenzione della Rete stessa.
Cos'è il BOS? 
BOS è l'acronimo di "Balance Of System", vale a dire l'insieme dei dispositivi necessari a trasformare ed adattare la corrente continua prodotta dai moduli fotovoltaici alle esigenze dell'utenza. Generalmente l’utenza ha dispositivi di utilizzazione in alternata per cui la corrente continua deve essere convertita in alternata. In questo caso il dispositivo più importante del BOS è sicuramente l'inverter, che converte la corrente continua in corrente alternata.
Quant'è la vita media di un modulo fotovoltaico? 
I test effettuati sui moduli fotovoltaici hanno dimostrato che la loro vita media è superiore ai 20 anni; altri dispositivi del sistema hanno una vita media molto più bassa: le batterie da 2 a 15 anni, i componenti elettronici sono molto sensibili e hanno una vita media molto variabile.
Che differenza c’è tra mercato vincolato e mercato libero?       
Il mercato vincolato comprende tutti i clienti che possono stipulare contratti di fornitura elettrica esclusivamente con il distributore che esercita il servizio nell’area territoriale in cui detto cliente è localizzato.
Fanno parte invece del mercato libero i clienti che hanno la capacità di stipulare contratti di fornitura con qualsiasi produttore, distributore o grossista, sia in Italia che all’estero, senza dipendere dal distributore alla cui rete elettrica sono allacciati. Dal 1° luglio 2004 è idoneo qualsiasi cliente diverso dal cliente domestico.
Dal 1° luglio 2007 anche i clienti domestici potranno accedere al mercato libero.
L’acquisto dell’impianto fotovoltaico a mezzo leasing è compatibile con il conto energia?      
Si.
Quali sono le caratteristiche per la scelta di un modulo fotovoltaico?

Come scelgo l'impianto per me migliore?     
Il dimensionamento di un impianto fotovoltaico viene tipicamente effettuato in base a tre criteri:
- budget di spesa disponibile,
- superficie di installazione disponibile,
- fabbisogno energetico in KWh.
Di fondamentale importanza per il corretto dimensionamento dell'impianto, è la valutazione delle caratteristiche del sito di installazione in termini di albedo ed irraggiamento.
Cosa accade al termine del periodo di incentivazione?
L’incentivazione è erogata per venti anni. Al termine del periodo ventennale continuano i benefici dovuti alla vendita dell’energia all’azienda distributrice locale. Nel caso di scambio sul posto al vendita è limitata alla sola energia prodotta e consumata mentre nel caso di cessione totale alla rete, la vendita è di tutta l’energia prodotta.

 

Dal sito di Terna spa:

Qual è il ruolo di Terna?
Il compito di Terna è quello di assicurare alla collettività un servizio di interesse pubblico: la trasmissione di energia elettrica. Pertanto Terna si occupa della gestione, manutenzione e sviluppo della rete di trasmissione nazionale, nonché della gestione dei flussi di energia attraverso il sistema di dispacciamento.

Che cos'è il dispacciamento?
L'energia elettrica non si può immagazzinare. E' quindi necessario produrre, istante per istante, la quantità di energia richiesta dall'insieme dei consumatori (famiglie e aziende) e consegnarla sulla rete di trasmissione nazionale in modo che l'offerta e la domanda di elettricità siano sempre in equilibrio, garantendo così la continuità e la sicurezza della fornitura del servizio.
La gestione di questi flussi di energia sulla rete si chiama dispacciamento.

Quanto pesa la trasmissione sulla bolletta degli italiani?
Terna pesa per meno del 3% sul valore della bolletta elettrica che paga il cliente finale.

A chi appartiene la rete di trasmissione?
Terna è proprietaria del 98,3% della Rete di Trasmissione Nazionale con 39.056 km di linee (9.587 km di linee a 380kV, 9.753 km a 220kV e 19.716 km a 150kV), 595 trasformatori, 357 stazioni di trasformazione e smistamento, e 3 centri di teleconduzione.

Quali sono le fonti di energia?
Le fonti di energia si dividono in convenzionali e rinnovabili. Le fonti convenzionali sono carbone, olio combustibile e gas naturale. Sono considerate fonti rinnovabili il sole, il vento, le risorse idriche e geotermiche, le maree, il moto ondoso e le trasformazioni in energia elettrica dei prodotti vegetali e dei rifiuti organici e inorganici